ISIS Antonio Pesenti

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PROFESSORE REFERENTE:

Fernando Mellea

 

PRIMO INCONTRO

 

Mercoledì 5 Dicembre la Fondazione ha incontrato gli studenti e le studentesse del Pesenti di Cascina. Oltre alla classe terza, dello scorso anno, che intende continuare ad occuparsi del tema del gioco d’azzardo, vi è anche una prima anch’essa interessata allo stesso tema, era presente anche una quarta in veste di uditrice, incuriosita dai propri compagni. Con loro sia il prof. Fernando Mellea, nella duplice veste di insegnante e vicario dell’Istituto e di assessore alla Legalità, sia la prof.ssa Stefania Gilli referente del progetto. Dopo il bel lavoro presentato lo scorso anno, ragazzi e ragazze hanno deciso di allargare e arricchire il proprio lavoro coinvolgendo non solo i propri compagni ma anche la cittadinanza. Grazie alla collaborazione del Comune di Cascina, attento e sempre presente, e con il contributo dell’ARCI di Pisa e della nostra Fondazione, il logo realizzato lo scorso anno e ultimato in questi giorni, sarà affisso in tanti esercizi commerciali in modo da creare una vera e propria free zone “gioco poco azzardo tanto”, campagna promossa dal Comune di Cascina, dall’Arci Comitato di Pisa e dalla Fondazione Caponnetto, in   virtù della quale commercianti ed esercenti dichiarano apertamente di non avere slot machine nei propri locali. Ci siamo dati appuntamento per il secondo incontro giovedì 7 Marzo 2013 alle ore 16.00

Ma la giornata è stata intensa ed è proseguita nel pomeriggio, nella Sala Comunale insieme alla giunta e al proprio sindaco, Alessio Antonelli,  presenti anche gli studenti che hanno seguito il progetto negli scorsi anni ed i cittadini, si è tenuto un Consiglio aperto per il conferimento della cittadinanza onoraria a Nonna Betta. Era presente il prefetto di Pisa, dott. Francesco Tagliente, ed il Consiglio Comunale dei ragazzi. Nonna Betta insieme a tutta la Fondazione è onorata per questo riconoscimento che attesta il tener vivo il ricordo di Antonino Caponnetto e la Fondazione è ben felice di lavorare e accostare l'Amministrazione e la Scuola del proprio territorio nel ruolo di formare i giovani cittadini e dare nel contempo un segnale di cosa sia l’impegno concreto al contrasto alle infiltrazioni mafiose. Infatti sappiamo, da alcune intercettazioni telefoniche, come la mafia sia molto informata dell'attenzione o meno degli amministratori sulle infiltrazioni mafiose sul proprio territorio, infatti in maniera molto esplicita dice: – “In quel Comune non andateci, perché il Sindaco fa di testa sua” – a significare che l’Amministrazione è attenta ai rischi dell’infiltrazione criminale, prevedendo tutte quelle misure idonee a contenere e contrastare i disegni criminosi e che quindi non conviene "lavorare" in quel territorio!

 

SECONDO INCONTRO

Nella bella sala della biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato, giovedì 7 marzo 2013 la  Fondazione ed i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Pesenti  sono ospiti dell'Amministrazione comunale di Cascina. Seri ma ben determinati hanno convinto una piccola presenza di genitori ad essere presente insieme con un giornalista del Tirreno e la troupe di TeleGranducato per tutta la durata dell'incontro.

Ci accolgono gli assessori al Welfare e alle Politiche giovanili, Fernando Mellea, e all'Istruzione, Silvia Innocenti.

Anche a Cascina abbiamo esordito ricordando l'incendio della Città della Scienza a Napoli, a voler sottolineare quanto la criminalità organizzata operi contro i cittadini e i giovani, quanto i suoi interessi di dominio e controllo del territorio siano preminenti rispetto all'interesse generale e ai beni di tutti.

Abbiamo richiamato brevemente le esperienze delle scuole dove si sono tenuti già i secondi incontri, a tenere vivo e forte un legame fra tutti i giovani che partecipano al progetto I Giovani Sentinelle della legalità sia sul piano dei contenuti, per mettere in rilievo i temi che si ripetono e le buone pratiche che si diffondono – come abbiamo ripetuto in questi giorni a proposito dell'acqua e delle cannelle nelle scuole - sia sul piano culturale e politico per sottolineare ancora una volta come non siano convincenti e plausibili ricette frettolose: riduzione dei parlamentari e abolizione delle province. In gioco è la nostra democrazia che ha bisogno di un numero congruo di parlamentari rappresentativi di tutti gli orientamenti, e il numero dei nostri parlamentari è nella media europea, e ha bisogno di livelli intermedi di governo, anche nelle altre democrazie europee vi sono gli ambiti provinciali. Togliere risorse ai Comuni e cancellare le Province significa il non ascolto dei bisogni territoriali. Cambieranno le località ma staremo ad attendere sempre gli ordini da Roma, da Varese o se preferite da Genova! Il Popolo Sovrano ringrazia! La Fondazione continuerà, nonostante i tagli, a formare cittadini protagonisti in grado di elaborare decisioni comuni e condivisi, dove le decisioni è compito di tanti e non della singola persona!

Il punto riguarda, semmai, i privilegi, i costi fuori dalle regole e le malversazioni, sono questi gli elementi su cui intervenire con celerità e in modo netto, anche per recuperare risorse. Invece assistiamo a stucchevoli petizioni di principio che hanno come effetto quello di bloccare le attività degli enti locali, quelli più vicini ai cittadini, di proseguire in questa lenta agonia che insieme al dissanguamento delle casse pubbliche ha come effetto quello della democrazia e della libertà.

Dopo essere stati silenziosi, tocca a Francesco della prima C esporre il progetto su cui hanno lavorato in questi mesi. La classe ha deciso di dare seguito al lavoro dei propri compagni e compagne che hanno partecipato lo scorso anno: il gioco d'azzardo . E, per meglio illustrare la propria proposta, hanno preparato una serie di slide per esporre le loro idee. In particolare si sono interessati del nesso fra gioco d'azzardo e ragazzi, quanto sia rischiosa la presenza di sale e l'accesso al gioco via internet per ragazzi e ragazze. Con molta pazienza e acume hanno rilevato nei loro comuni di origine dove sono ubicate tutte le sale e i punti dove giocare e li hanno riportati su una mappa, una vera e propria “carta del pericolo” perché su di essa sono rilevate le vicinanze di molte sale alle scuole. Hanno richiamato il decreto Balduzzi, che da limitativo nell'ubicazione delle sale nelle vicinanze delle scuole si è via via trasformato in molto tollerante, a significare quanta forza abbiano le pressioni delle lobby a favore del gioco d'azzardo ed esegue la volontà delle persone oneste. Hanno posto il tema della pubblicità televisiva e in rete. Ma un primo passo in avanti lo fanno lanciando un appello a compagni e compagne della propria e delle altre scuole delle province che partecipano al progetto: ampliare la mappa del rischio gioco e avviare una campagna di sensibilizzazione ad evitare sale, esercizi commerciali e luoghi dove si gioca d'azzardo. È un segnale molto interessante questo dei giovani del Pesenti perché, oltre ad esprimere l'attenzione al problema per il loro coetanei, indica un costume morale da acquisire, una gerarchia di valori da difendere e consolidare in cui non vi è posto per l'azzardo. Un primo passo sarà quello di inserire la mappa del rischio nel sito del progetto.

Silvia Innocenti e Fernando Melela hanno voluto sottolineare e apprezzare la sollecitazione che viene da questi giovani, manifestando la disponibilità di tutta l’Amministrazione a interloquire con continuità con loro, a ricercare proposte comuni.

Per l'Arci, nostro partner, è intervenuto Gaetano da sempre attento alla questione del gioco e animatore di iniziative di contrasto alla diffusione di slot machine nei circoli dell'associazione. Nell'apprezzare il lavoro di studenti e studentesse ha voluto sollecitarli ad un lavoro sul piano linguistico: quello di evitare la parola gioco nel caso dell'azzardo. Dobbiamo salvare il gioco, di bambini, giovani e adulti, perché l'aspetto ludico è importante nella vita di ciascuno, e dobbiamo cestinare l'azzardo, in modo da separare sul piano simbolico il bene dal male.

Di queste interessanti suggestioni riparleremo nell'ultimo incontro del prossimo 14 maggio, quando saranno presenti anche gli studenti e le studentesse di Volterra e quando interverranno pure l'assessore provinciale all'Istruzione, Miriam Celoni, ieri a casa con la febbre.

CON IL CONTRIBUTO DI


Regione
Toscana

PROTOCOLLO D'INTESA

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca